Il disegno tecnico non è arte
Il senso del disegno tecnico - 3 -
3 - Smontare l’equivoco
Quando si parla di disegno, è facile fare confusione. Perché nella testa di molti “disegnare” vuol dire esprimersi, avere uno stile, fare qualcosa di bello.
Nel disegno tecnico, però, le cose funzionano in modo diverso.
Un disegno tecnico non nasce per piacere. Non nasce per esprimere chi lo ha fatto. Non nasce per essere interpretato.
Nasce per far capire una cosa in modo preciso.
Questo non significa che debba essere brutto o trascurato. Significa che la sua qualità non si misura con criteri estetici, ma con criteri molto più concreti.
Un disegno tecnico è buono se:
– chi lo legge capisce cosa rappresenta
– chi lo usa sa dove intervenire
– chi lo continua non deve indovinare le scelte fatte prima
Tutto il resto è secondario.
Il problema nasce quando nel disegno tecnico entra l’idea di “stile personale”.
Linee messe in un certo modo perché “si è sempre fatto così”.
Scelte grafiche che non aggiungono informazioni, ma solo carattere.
In quel momento il disegno smette di essere uno strumento e diventa un oggetto da guardare. E quando un disegno tecnico diventa un oggetto da guardare, perde la sua funzione principale.
Nel disegno tecnico non devi raccontare te stesso. Devi raccontare un oggetto, uno spazio, una decisione.
Se chi legge il tuo disegno deve chiederti spiegazioni, qualcosa non ha funzionato. Non perché il lettore è inesperto, ma perché il disegno non è stato abbastanza chiaro.
Questo è il punto più difficile da accettare, soprattutto all’inizio: nel disegno tecnico non conta “come lo avresti fatto tu”. Conta se un altro può usarlo senza di te.
Ed è per questo che il disegno tecnico non è arte. Non perché sia inferiore o più povero. Ma perché ha uno scopo diverso.
L’arte può permettersi ambiguità. Il disegno tecnico no.
Nei prossimi post entreremo nel merito di cosa rende un disegno più chiaro e meno ambiguo. Partendo da regole molto semplici, spesso ignorate.
Perché nel disegno tecnico, la vera qualità non è lo stile. È la chiarezza.
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