AutoCAD con AI #7 - Come nasce una BIM grezza (davvero)
Succede soprattutto nei locali tecnici: un quadro, una pompa, una presa, un generatore di calore…
Li disegni, li posizioni, li conti.
E intanto ti accorgi che il disegno sa molto di più di ciò che mostra.
Solo che non lo dice.
È lì che nasce l’idea dellla BIM grezza:
non un salto di software, non un cambio di paradigma, ma un modo più consapevole di usare AutoCAD.
Non per fare 3D, ma per fare chiarezza.
Il punto di partenza: un locale e alcuni oggetti
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| Un locale tecnico qualsiasi, con una manciata di oggetti reali. |
Ho iniziato da un ambiente semplice: un locale tecnico qualunque.
Dentro ci ho messo una decina di oggetti reali:
un quadro elettrico, una pompa, una caldaia, qualche lampada, prese ed interruttori.
Pochi elementi, ma con un obiettivo preciso:
ognuno deve dire almeno tre cose di sé.
- Chi sono,
- dove sono,
- e cosa vale la pena sapere.
Sono informazioni minime, quasi banali.
Ma è da lì che inizia qualunque forma di modello informativo.
Blocchi intelligenti (nel senso giusto)
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| Un blocco "intelligente" solo quanto basta: pochi attributi, ma chiari. |
La parte più delicata non è disegnare i blocchi:
è decidere quali informazioni devono contenere.
E qui serve misura.
Non venti attributi, non un’enciclopedia: l’essenziale.
Esempio:
- CODICE IDENTIFICATIVO
- FOTO
- DESCRIZIONE
- E ALCUNI DATI TECNICI pertinenti (potenza, modello, portata, quello che serve davvero)
L’obiettivo non è rendere ogni blocco “completo”, ma leggibile.
Se domani torni nel DWG, devi poter capire tutto senza aprire una scheda tecnica.
Un disegno che parla
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| Dal disegno al Report Informativo CAD: ogni blocco diventa una riga di dati. |
Se sono compilati con criterio, raccontano già una parte del progetto:
- cosa è stato installato,
- dove si trova,
- come riconoscerlo.
E soprattutto permettono una cosa che prima non era possibile:
estrarre un report del locale tecnico senza toccare il disegno.
Un foglio che ti dice:
- quanti oggetti ci sono,
- quali attributi hanno,
- quali dati mancano,
- se qualcosa non è coerente.
È una piccola forma di controllo di qualità che non richiede software aggiuntivi.
Basta fare in modo che AutoCAD non sia solo un contenitore di linee, ma un contenitore di informazioni.
Perché ha senso (davvero)
Costruire una BIM grezza non è un esercizio di stile. È un modo per lavorare meglio con quello che già hai.
Perché quando il disegno contiene dati veri, il lavoro non è più “ridisegnare le stesse cose”, ma tenere traccia di ciò che esiste.
Il risultato è un modello leggero, umano e comprensibile.
Non è Revit, non è IFC, non è una rivoluzione.
È solo CAD, che però inizia a comportarsi come un sistema informativo.
Non è la complessità che rende intelligente un modello.
È la cura con cui decidi cosa deve dire.
Prossimo episodio
AutoCAD con AI – Appunti di sopravvivenza #8
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