AutoCAD con AI #10 - Quando il disegno diventa un database


Era iniziato tutto con un blocco. Uno qualsiasi: una presa, una plafoniera, un sanitario. L’obiettivo sembrava banale: “Faccio un piccolo Mini-BIM, giusto per capire come gira”.

Poi ti accorgi che il disegno non è più un insieme di linee. È fatto di oggetti. E gli oggetti iniziano a parlare.

Questo capitolo 10 chiude il piccolo viaggio: come trasformare un DWG in un archivio informativo, senza fare il BIM “vero”, ma giocando con gli stessi concetti.


Il problema reale: i dati ci sono, ma non si vedono

ATTOUT ti dà tutto, sì. Ma te lo dà in modalità “pioggia di caratteri”:

  • blocchi non riconoscibili,
  • colonne senza logica,
  • attributi sparsi come se li avesse lanciati un ventilatore.

Funziona… ma non basta.

Una Mini-BIM, anche grezza, ha bisogno prima di tutto di una cosa che AutoCAD da solo non garantisce: ordine.


La svolta: progettare i blocchi come fossero entità logiche

Per arrivare al database, devi partire dal disegno.

La vera svolta non è Excel. Non è nemmeno l’estrazione. La svolta è: come progetti i blocchi.

Qui abbiamo fatto una cosa tutto sommato semplice:

  • blocchi con attributi coerenti,
  • tag scritti sempre allo stesso modo,
  • categorie uniformi (elettrico, illuminazione, termo, arredo…),
  • nessun campo superfluo,
  • niente ridondanze “tanto poi sistemo in Excel”.

Il disegno diventa una tabella nascosta. E soprattutto diventa prevedibile.

Questo è il vero inizio della BIM, anche quando “BIM” non la vuoi chiamare.


Il cuore del sistema: il Master Plan in Excel

esempio di MASTE GREZZO, dati usciti direttamente dall'estrazione degli attributi


Senza Excel, i dati restano chiusi nel DWG. È Excel che li mette in fila.

Abbiamo costruito un foglio che diventa il centro del Mini-BIM:

 MASTER_GREZZO

Una tabella unica in cui ogni blocco diventa una riga. Per ciascuno trovi:

  • HANDLE (l’ID univoco nel DWG),
  • BLOCKNAME (il nome del blocco),
  • tutti gli attributi standardizzati, sempre nello stesso ordine.

Power Query importa tutto in automatico da un file CSV/TXT. Niente copia-incolla, niente pulizie manuali ogni volta. Aggiorni il disegno, aggiorni il file, aggiorni il report.

Per la prima volta “vedi” il tuo disegno dall’alto, come se fosse un piccolo database.



Fogli tematici e pivot: il Mini-BIM che serve davvero

Da MASTER_GREZZO nascono i fogli tematici:

  • ELETTRICO
  • ILLUMINAZIONE
  • CLIMATIZZAZIONE
  • RISCALDAMENTO
  • INFISSI
  • ecc

Ognuno è una vista filtrata. Ognuno è aggiornabile con un click.

Dati riorganizzati in aree tematiche con Power Query di excel


In più, una colonna “intelligente” come le CARATTERISTICHE trasforma la riga tecnica in qualcosa che può leggere anche chi non ha mai aperto AutoCAD:

PLAFONIERA_01 | 18 W | 3000 K | OSRAM

diventa

“Plafoniera LED 18 W, 3000 K, Osram”

Da lì, le pivot fanno il resto:

  • quante prese in totale e per vano,
  • quante plafoniere e di che potenza,
  • quanti radiatori per circuito,
  • quanti split per zona, con quali modelli.

Non è BIM, ma a volte lo sembra. E soprattutto è utile, che è la parte che di solito manca.

Tabella riepilogativa pronta per il computo metrico




Il senso di tutto questo (Mini-BIM, non maxi-software)

Il punto non era usare Revit. Non era fare un modello federato. Non era nemmeno automatizzare tutto con una super-routine.

Il punto era capire che un disegno può contenere molto di più delle linee che mostra.

Alla fine il flusso è questo:

AutoCAD → file di estrazione → Excel → viste e computi

Sembra banale. Non lo è, se lo fai con criterio.

Questo, in fondo, è l’essenza della BIM “artigianale”: sapere cosa hai disegnato, dove si trova e perché esiste.


Conclusione — La cosa più strana è che funziona

Alla fine di questo mini-percorso dalla 7 alla 10, non hai fatto niente di spettacolare. Non hai cambiato software, non hai rivoluzionato l’ufficio.

Hai solo messo ordine.

E quando metti ordine, succede una cosa molto semplice: i dati iniziano a scriversi quasi da soli.

Tu continui a disegnare blocchi. Ma il disegno non è più solo un disegno. È un database che hai sempre avuto sotto gli occhi.


Se ti sei perso le prime parti della serie, ecco i link 

AutoCAD con AI – Appunti di sopravvivenza #7


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