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Visualizzazione dei post da novembre, 2025

AutoCAD con AI #6 - Blocchi che arrivano da un foglio Excel

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A un certo punto, capita a tutti: hai un file Excel pieno di codici, dati e descrizioni. E ti accorgi che tutte quelle righe — decine, a volte centinaia — potrebbero diventare blocchi dentro AutoCAD . Uno per ogni oggetto, con gli attributi già compilati. Fino a qualche anno fa era roba da esperti VBA . Oggi, invece, basta un po’ di logica… e un pizzico di AI . Se i dati sono ordinati, anche il disegno può esserlo. Ogni riga del foglio Excel diventa un “mini biglietto da visita” di un blocco: codice, nome, dimensioni, descrizione, layer. AutoCAD deve solo leggerli e posizionarli, come un archivista metodico. La routine che legge il CSV È qui che entra in gioco una routine: una piccola LISP   che legge il file .csv e inserisce automaticamente i blocchi uno dopo l’altro. Il trucco non è nella magia, ma nel formato.  Come funziona in pratica Excel → prepara una tabella con colonne Esporta in .CSV   Lancia la routine : lei legge ogni...

AutoCAD con AI #4 Errori, imprevisti e messaggi che non ti aspettavi

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Prima o poi capita a tutti. Scrivi una routine, la provi, premi Invio… e invece di fare quello che ti aspetti, AutoCAD risponde con un messaggio criptico: ; ERRORE: tipo di argomento errato: safearrayp (5.7744 7.3053) Nessun allarme, nessun colore particolare — solo una riga di testo che interrompe tutto. È il modo in cui AutoCAD ti dice, con discrezione: “qualcosa non torna” . Nel mio caso era una piccola routine per inserire blocchi in base alle polilinee. Fino a un certo punto funzionava. Poi, senza motivo apparente, si è fermata. Il messaggio in console non diceva molto, ma bastava per capire che avevo passato un dato nel formato sbagliato. Ecco com’è andata: AutoCAD si aspettava una lista di coordinate e ha ricevuto un singolo punto. Risultato: la routine si è fermata, e io ho imparato che il CAD è letterale, non intuitivo. Come affrontare un messaggio di errore Non serve essere programmatori per capire dove guardare. Serve un po’ di metodo:...

AutoCAD con AI #3 - Blocchi, attributi e altre ossessioni

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Arriva sempre un momento in cui la routine funziona, ma il disegno no. Hai tutto automatizzato, i blocchi rispondono, le etichette si aggiornano… eppure manca qualcosa: la coerenza. Spesso il problema non è cosa disegni, ma come . In molti progetti capita di avere blocchi diversi che raccontano la stessa cosa : uno creato mesi fa, un altro più recente, ma entrambi con lo stesso significato — codice, superficie, funzione. In casi come questo, invece di ridisegnare tutto o copiarlo a mano, basta una piccola automazione. L’obiettivo non è rifare, ma riconciliare : far parlare lo stesso linguaggio a blocchi nati in momenti diversi. Tutto è iniziato da un blocco semplice, nato per lavori veloci: conteneva solo la superficie. Ma non sapeva dialogare con il blocco “ufficiale” dei vani, che invece aveva anche codice e altri dati standard. Il risultato? Due blocchi che dicevano la stessa cosa, ma in due lingue diverse. Una piccola babele in formato DWG . Il blocco AREA, ora...

AutoCAD con AI #2 - Le finestre che si autocreano (e perché non fidarsi mai troppo di loro)

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Nel capitolo precedente avevo automatizzato l’inserimento dei vani, e sembrava già una piccola conquista. Ma in ogni progetto arriva quel momento in cui ti accorgi che le aperture non ti parlano . Sono lì, perfettamente disegnate, ma tacciono. E allora scatta la domanda più fastidiosa e insieme più produttiva: “Come faccio a far dire qualcosa a queste benedette porte e finestre?” Da qui parte questo secondo episodio del diario, dedicato alle aperture che si auto-etichettano … e a chi, come me, continua a non fidarsi mai troppo dell’automazione totale. Nel disegno le porte e le finestre erano già blocchi dinamici , ma muti: contenevano i parametri giusti — larghezze, ante, proporzioni  — senza però comunicarli all’esterno. L’idea è nata da lì: se il blocco sa quanto misura, perché non scriverlo da solo? Le routine di base Nel disegno le porte e le finestre erano già blocchi dinamici, ma muti: contenevano i parametri giusti — larghezze, ante, dimension...

AutoCAD con AI #5 - Routine fantasma e blocchi invisibili

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Fare pulizia in un file AutoCAD non è una mania da precisini: è una forma di manutenzione mentale. Perché anche se “non vedi niente”, qualcosa c’è sempre. E quel qualcosa, prima o poi, si farà sentire. Un blocco dimenticato, un layer spento, una definizione vecchia… sono dettagli invisibili, ma che pesano: rallentano i comandi, confondono le routine, complicano le estrazioni dati. Ogni volta che cerchi di capire “ perché non funziona ”, loro sono lì — silenziosi, ma presenti. AutoCAD non dimentica niente. Conserva tutto, anche ciò che credevi di aver eliminato. Blocchi, layer, riferimenti, definizioni inutilizzate: tutto resta nel file, in attesa di essere richiamato per errore o frainteso da una routi ne. È un archivio fedele ma disordinato: e quando l’AI o una LISP tenta di leggerlo, rischia di inciampare in quello che non serve più. Come si riconosce il disordine A volte il problema è evidente: un comando che rallenta, una routine che “salta” un b...

AutoCAD con AI #1 - INS_VANI_DA_POLI — Routine AutoLISP per l’inserimento automatico dei vani in AutoCAD

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(ovvero: il giorno in cui ho smesso di contare vani a mano) C’è un momento nella vita di ogni disegnatore in cui, dopo l’ennesimo clic → inserisci → compila attributo → ricomincia , senti che stai lentamente sbriciolando la tua sanità mentale. Ecco, quello era il mio momento. Una planimetria tipo: tanti vani, tante polilinee, tanto tempo da perdere. Dovevo inserire decine di blocchi “vano” dentro polilinee chiuse , assegnando ad ognuna un codice, una destinazione d’uso , l’altezza, la superficie, la tipologia… Un lavoro che si fa , certo, ma che ti lascia quel senso di: “Ma davvero nel 2025 lo sto ancora facendo a mano?”

AutoCAD con AI #0 - Perché disegnare (ancora) con l’AI

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L’intelligenza artificiale è arrivata anche nel disegno tecnico. Non come bacchetta magica, ma come uno strumento in più che, se usato bene, alleggerisce la fatica quotidiana: routine, estrazioni, controlli, ordini ripetitivi. L’obiettivo non è far fare tutto alla macchina, ma interagire senza perdere il controllo.  AI non significa delegare AutoCAD resta uno strumento che pretende logica. L’AI può suggerire e automatizzare, ma non decide al posto tuo. Ogni comando o routine va capito prima di essere usato: meno entusiasmo da “nuovo giocattolo”, più metodo e misura. Usare l’AI in AutoCAD non richiede diventare programmatori: serve essere utenti consapevoli . Capire cosa chiedere, quando fermarsi, e quando lasciarle fare. Lei fornisce la velocità, tu la direzione. La vera intelligenza resta nel sapere dove serve davvero. L’AI aiuta nei compiti ripetitivi, non sostituisce la parte creativa. Libera tempo, non lo riempie di rumore. L’obiettivo non è produrre di p...